174
pages
Italiano
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2022
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Publié par
Date de parution
24 février 2022
Nombre de lectures
1
EAN13
9781631427473
Langue
Italiano
Publié par
Date de parution
24 février 2022
EAN13
9781631427473
Langue
Italiano
ROYALLY TRICKED – INGANNO REGALE
MISHA BELL
♠ Mozaika Publications ♠
Indice
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
Capitolo 21
Capitolo 22
Capitolo 23
Capitolo 24
Capitolo 25
Capitolo 26
Capitolo 27
Capitolo 28
Capitolo 29
Capitolo 30
Capitolo 31
Capitolo 32
Capitolo 33
Capitolo 34
Epilogo
Estratto de Hard Byte – Lavoro duro di Misha Bell
Estratto de Il Titano di Wall Street di Anna Zaires
L’autore
Questo libro è un’opera di fantasia. Tutti i nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi narrati sono il frutto della fantasia dell’autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi riferimento a persone reali, viventi o scomparse, luoghi o eventi è puramente casuale.
Copyright © 2022 Misha Bell
www.mishabell.com
Tutti i diritti riservati.
La riproduzione e la distribuzione di qualsiasi parte di questo libro, in forma stampata o elettronica, è vietata, se non autorizzata, ad eccezione dell’utilizzo in una recensione.
Pubblicato da Mozaika Publications, stampato da Mozaika LLC.
www.mozaikallc.com
Traduzione italiana: Martina Pompeo
Copertina di Najla Qamber Designs
www.najlaqamberdesigns.com
Fotografia di Wander Aguiar
www.wanderbookclub.com
ISBN: 978-1-63142-747-3
Print ISBN: 978-1-63142-748-0
Capitolo Uno
S tringo la presa sul coltello. “Sta’ fermo.”
La mia vittima (cioè il mio amico Waldo, lo spettatore) sembra a disagio. “Sei sicura di quello che fai?”
Occorre tutta la mia abilità di recitazione, per far apparire la giusta quantità di dubbio sul mio volto. “Basta che non tiri via la mano.”
Sta tenendo il palmo contro il mio, come se fossimo rimasti incollati mentre ci stavamo dando un cinque bizzarro. La mia mano è guantata, ovviamente.
Mi guardo intorno. Siamo soli, nell’area all’aperto della caffetteria, e i pedoni che passano per strada non ci prestano attenzione.
Peccato! Adoro gli spettatori.
Come speravo, Waldo scambia il mio sguardo inebetito per nervosismo e la sua mano trema.
Sono una pessima amica, se questo mi diverte così tanto?
Domanda stupida. È come chiedere se sono una pessima sorella per aver immerso la mano della mia gemella nell’acqua calda, quella notte, quando le è capitato di bagnare il letto “per qualche motivo.”
Sono solo un’amica divertente! E una sorella divertente.
Mi guardo il dorso della mano guantata, per innervosire ulteriormente la mia vittima. “Sto per farlo... ora.”
Abbinando le azioni alle parole, sollevo il coltello in un ampio arco drammatico, imitando la scena della doccia di Psycho .
Waldo tira via la mano di scatto, prima che la lama raggiunga il bersaglio.
Fiù! Non avrebbe funzionato, se lui non si fosse tirato indietro.
Procedo con il movimento di pugnalata e strillo di finto dolore, prima di passare alla mossa furtiva per completare l’illusione.
La scena risultante parla da sé: il coltello è affondato fino all’elsa nel dorso della mia mano guantata, con la lama che spunta dall’altro lato.
Waldo rimane a bocca aperta e il suo viso magro diventa pallido quasi quanto il mio (come parte del mio personaggio, non espongo la mia pelle al sole da anni).
Prendo la sua reazione come un complimento. Crede sicuramente che mi sia davvero infilzata la mano. La realtà è diversa, ovviamente. La lama che spuntava dal coltello è ora nascosta nell’elsa cava, mentre quella che sporge dal mio palmo è tenuta in posizione da un potente magnete all’interno del mio guanto.
“Aspetta un attimo” esclama Waldo, mentre il suo respiro si stabilizza. “Non c’è sangue.”
Prima che lui possa usare dell’altra logica fastidiosa, ‘strappo via’ il coltello con aria di trionfo e affermo di aver guarito la mia mano con una parola magica.
“Era ovviamente un’illusione” dichiara, sbirciando il coltello.
Lo nascondo in tasca. “Ne sei sicuro?”
Lui mi afferra il polso per ispezionare il guanto: è intatto. Inoltre, quando ho nascosto il coltello, ho lasciato cadere il magnete nella tasca; quindi, come diciamo nella mia professione, sono pulita.
“Fammi vedere il coltello” esige.
Tiro fuori un coltello normale, nascosto nella mia tasca accanto a quello truccato.
Waldo lo esamina, sembrando sempre più confuso. Infine, pronuncia le otto parole preferite di ogni prestigiatore. “Non ho idea di come tu abbia fatto.”
Sogghigno. “Allora, potresti essere ancora più sorpreso da questo.” Tiro fuori dalla tasca un orologio a righe rosse. “Credo che questo sia tuo.”
Ansimando, mi strappa di mano l’oggetto, che gli appartiene. “Come ci sei riuscita?”
“Estremamente bene” replico con aria imperturbabile.
“Holly?” chiede una voce maschile sconosciuta, proveniente dalla strada.
Guardo il nuovo arrivato e, improvvisamente, è il mio turno di rimanere a bocca aperta.
Non mi ero resa conto che questo livello di perfezione maschile esistesse al di fuori di Hollywood.
Lineamenti cesellati. Naso romano. Occhi nocciola vagamente felini, che puntano il mio viso in modo predatorio, facendomi sentire come una gazzella in procinto di essere divorata.
Ingoio la sovrabbondanza di saliva nella mia bocca con un sonoro ‘gulp’.
Lo sconosciuto ha le spalle larghe, il torso muscoloso ricoperto da una maglietta bianca aderente e, nonostante i jeans strappati che gli calzano bassi sui fianchi stretti, c’è qualcosa di regale in lui... un’impressione avvalorata dallo strano disegno sulla fibbia della sua cintura. Assomiglia a uno stemma che un cavaliere medievale potrebbe apporre sul proprio scudo.
Mi hanno detto che paragono troppo le persone alle celebrità, ma è difficile farlo con questo ragazzo. Forse, se l’amore tra Jake Gyllenhaal e Heath Ledger in Brokeback Mountain avesse dato un frutto?
No, lui è addirittura più bello di così.
Rendendomi conto che sto fissando il suo viso troppo intensamente, perché sia considerato educato, abbasso lo sguardo e noto che sta impugnando due cinghie di cuoio. Guinzagli, presumibilmente.
Aspettandomi quasi di vedere delle schiave sessuali consenzienti all’altra estremità di quei guinzagli, vi trovo invece due strani cani.
Almeno, credo che quelle creature siano cani.
Uno sfoggia macchie bianche e nere, che lo fanno sembrare un panda. In realtà, date le dimensioni gigantesche della creatura, non posso escludere la possibilità che si tratti davvero di un orso. Inoltre, come se l’aspetto di una specie orsina in via di estinzione non fosse già abbastanza strano, la bestia indossa degli occhialini.
Che sia per problemi di vista, oppure il panda sta andando a fare snowboard?
La seconda creatura è senza occhiali e mi ricorda un koala, solo molto più grande e con una lingua canina a penzoloni.
Mi sforzo di riportare lo sguardo sul loro padrone assurdamente bello. “Ciao” è tutto ciò che riesco a dire. I miei ormoni iperattivi sembrano avermi privata della facoltà di parola.
Lo sconosciuto stringe gli occhi nocciola. “Tu sei Holly, vero?”
Questa è la tua occasione , afferma la prestigiatrice che è in me. Inganna lo sconosciuto sexy! Prendilo per i fondelli!
Scacciando la lussuria con un eroico sforzo di volontà, mi sfrego (mentalmente) le mani, come un’autentica cattivona. Prima di adottare il mio attuale personaggio dalla pelle pallida e dai capelli corvini, venivo regolarmente scambiata per la mia gemella identica, persino dalle persone più vicine a noi. I nostri volti di forma ovale sono esattamente uguali, con tanto di zigomi alti e naso importante. Sono letteralmente nata per questo specifico inganno.
Aggiungendo un leggerissimo tocco snob alla mia voce, chiedo: “Chi altro potrei essere?”
Ci siamo. Se sa che Holly ha una gemella di nome Gia (cioè, me), esprimerà quel dubbio adesso e io mi arrenderò.
Forse.
Scommetto che riuscirei a raggirarlo, persino se sapesse della mia esistenza.
Lui mi fissa intensamente. “Hai cambiato colore di capelli.”
“Cosplay della Famiglia Addams ” dico con la mia migliore voce da Morticia Addams. Non è la mia bugia più convincente, ma sembra che il ragazzo se la beva comunque. Poi, mi accorgo di un problema: Waldo, che sbatte le palpebre con aria confusa, sta per parlare. Gli do un calcio alla gamba sotto il tavolo e chiedo allegramente allo sconosciuto: “Conosci Waldo?”
Spero che il figo gli tenda la mano e si presenti, permettendomi così di scoprire il suo nome.
La mia manovra malvagia viene sventata dal panda, che tira con i denti la gamba dei pantaloni del figo. Vedendolo, il koala fa altrettanto dall’altra parte, solo che i suoi movimenti sono goffi, da cucciolo, e gli lascia un buco nei pantaloni.
Se è così che i cani ottengono la sua attenzione, non c’è da stupirsi che indossi dei jeans tanto strappati. Inoltre, bleah! Spero che lavi via quella saliva di cane dai pantaloni il prima possibile.
“Un attimo, ragazzi” dice lo sconosciuto ai propri amici pelosi, con un tono caloroso e paterno, che mi agita qualcosa nel petto. “Non vedete che sto parlando con Holly?”
Bingo! Crede che io sia Holly.
Alzando lo sguardo dai cani, lo sconosciuto lancia un’occhiata a Waldo. Anche lui pensa che il mio amico assomigli a Willem Dafoe, però quando interpretava il mentore di Aquaman e non il Green Goblin di Spider-Man ?
Prima che possa chiederglielo, lo sconosciuto riporta lo sguardo su di me. “Quello non è il tuo ragazzo.”
Sbatto le palpebre. Conosce il ragazzo di Holly? Dov’è che mia sorella trova tutti questi bei fusti? Questo qui è ancora più figo del suo Alex.
“Infatti” confermo, impersonando di nuovo lei. “Lui è solo un amico .”
Il sorrisino malizioso dello sconosciuto è come un guizzo sul mio clitoride. “Non credo che uomini e donne possano essere solo amici.”
Possono, eccome. Io e le mie sorelle siamo amiche di un certo ragazzo da sempre, ma lui no