198
pages
Italiano
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2022
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Publié par
Date de parution
03 février 2022
Nombre de lectures
0
EAN13
9781631426926
Langue
Italiano
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Date de parution
03 février 2022
Nombre de lectures
0
EAN13
9781631426926
Langue
Italiano
HARD WARE — ARNESE DURO
MISHA BELL
♠ Mozaika Publications ♠
Indice
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
Capitolo 21
Capitolo 22
Capitolo 23
Capitolo 24
Capitolo 25
Capitolo 26
Capitolo 27
Capitolo 28
Capitolo 29
Capitolo 30
Capitolo 31
Capitolo 32
Capitolo 33
Capitolo 34
Capitolo 35
Capitolo 36
Capitolo 37
Capitolo 38
Capitolo 39
Capitolo 40
Capitolo 41
Capitolo 42
Capitolo 43
Epilogo
Estratto da Hard Code — Codice Duro di Misha Bell
Estratto de Il Titano di Wall Street di Anna Zaires
L’autore
Questo libro è un’opera di fantasia. Tutti i nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi narrati sono il frutto della fantasia dell’autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi riferimento a persone reali, viventi o scomparse, luoghi o eventi è puramente casuale.
Copyright © 2021 Misha Bell
www.mishabell.com
Tutti i diritti riservati.
La riproduzione e la distribuzione di qualsiasi parte di questo libro, in forma stampata o elettronica, è vietata, se non autorizzata, ad eccezione dell’utilizzo in una recensione.
Pubblicato da Mozaika Publications, stampato da Mozaika LLC.
www.mozaikallc.com
Traduzione italiana: Martina Pompeo
Copertina di Najla Qamber Designs
www.najlaqamberdesigns.com
Fotografia di Wander Aguiar
www.wanderbookclub.com
ISBN: 978-1-63142-692-6
Print ISBN: 978-1-63142-693-3
Capitolo Uno
È un’ orsa quella?
Ho come la sensazione che le palline di Kegel siano sul punto di uscirmi dalla vagina. Stringo i muscoli ben allenati per tenere il giocattolo all’interno. Le due sfere sono di mia invenzione, quindi so che, se le stringo ancora una volta, si attiverà la vibrazione (e non è un buon momento).
Il guinzaglio nella mia mano viene strattonato.
“Bonaparte, comportati bene!” La severità nella mia voce è inutile. Il mio chihuahua continua a strattonare, con lo sguardo incollato all’orsa, scodinzolando così rapidamente, che mi aspetto quasi di vederlo sollevarsi in aria come un drone.
Con mio sollievo, l’orsa si limita ad annusare l’idrante, ignara del delizioso antipasto di due chili scarsi a un solo balzo di distanza.
Piantando i talloni, tiro indietro il guinzaglio. “Sul serio, Boner. Vuoi farti mangiare?”
La strattonata si ferma e il mio cane mi rivolge uno sguardo colmo di un misto di tristezza e indignazione negli occhi verdi. Come al solito, posso immaginare che cosa mi direbbe, se fossi una sussurratrice di cani:
“ Ma chérie , quella cagna mi sta ignorando. Moi ! Impensabile!”
Gli lancio un croccantino. “Quell’orsa chiaramente non conosce le buone maniere. In sua difesa, però, tu sapresti resistere alla tentazione di annusare quell’idrante? Siamo vicino a Central Park. Milioni di cani avranno fatto pipì lì. L’odore dev’essere paradisiaco.”
Con un balzo, Boner afferra il croccantino, lo inghiotte senza masticare e torna a concentrarsi sulla sua gigantesca preda.
Il mio sguardo si sposta sull’uomo che tiene il guinzaglio della bestia, e resto a bocca aperta, mentre i miei muscoli intimi stringono involontariamente le palline di Kegel.
La vibrazione si attiva, ma io la ignoro, divorando con gli occhi l’esemplare maschile alto e dal fisico atletico di fronte a me.
Il proprietario dell’orsa è sexy.
Super sexy, bollente, da farmi sciogliere le mutandine ed esplodere l’utero!
Così sexy, che finirò per masturbarmi pensando a lui.
Aspettate. In senso stretto, mi sto masturbando pensando a lui: la vibrazione all’interno della mia vagina mi sta portando sempre più vicino al climax, ad ogni secondo che passa. Per fortuna, lui non mi sta guardando, quindi posso divorarlo con gli occhi senza vergogna.
Quest’uomo soddisfa tutti i miei requisiti, anche quelli che non sapevo di avere.
Capelli folti e setosi del colore della pelliccia di visone. Barba scura corta e ben curata, che enfatizza il naso regale e i lineamenti scolpiti. Spalle larghe, imbottite con la giusta quantità di muscoli, e un petto da far svenire, che si assottiglia fino a una vita magra con i fianchi stretti. Indossa persino un dolcevita, per la miseria… e tutti sanno che è l’equivalente maschile di un abitino nero sexy.
Oh, e le sue labbra… Vorrei fare uno stampo di quelle labbra e trasformarlo in un sex toy.
A proposito di sex toys, le palline mi stanno portando sempre più vicino all’apice. Pur essendo stata accusata di essere blasé riguardo a queste cose, persino io riconosco che venire qui e ora, davanti a un estraneo, non sia la mossa più socialmente accettabile da parte mia.
Devo disattivare le sfere, cosa che può accadere solo se le stringo altre tre volte. Il problema è che ogni stretta cambia anche la velocità di vibrazione; quindi, la mia situazione peggiorerà, prima di migliorare.
Non c’è modo di evitarlo, suppongo.
Stringo.
La vibrazione s’intensifica.
Ancora due volte e…
Boner abbaia.
Il muso massiccio dell’orsa si stacca dall’idrante, e due giganteschi occhi marroni si concentrano sull’antipasto a forma di cane ai miei piedi.
Ottenendo finalmente l’attenzione che desiderava, Boner scodinzola rapidamente e cerca di correre incontro al suo destino.
Stringo di nuovo le palline, involontariamente. Un’altra volta ancora, e si spegneranno. Solo che la vibrazione è alla massima velocità, adesso, e la sensazione è incredibile. Talmente, talmente incredibile…
Merda! Che cosa sto facendo?
Devo stringere un’ultima volta.
Solo che i muscoli necessari si sono trasformati in gelatina, e faccio fatica a contrarli.
Ci siamo?
Avrò un orgasmo proprio mentre il mio cane viene divorato, il tutto davanti a uno sconosciuto follemente sexy?
Mi chiedo fugacemente se dovrei lasciare che l’orsa divori il mio migliore amico, per creare una distrazione dalla mia esplosione imminente (e in questo modo, magari, il proprietario poi verrà a letto con me, come ricompensa per la mia perdita).
No, è una follia!
Tiro il guinzaglio, impedendo il nobile sacrificio di Boner.
Solo che, ormai, lui è sul radar dell’orsa.
La bestia si lancia in avanti, e il rapido scatto del guinzaglio coglie impreparato lo sconosciuto. Nel momento in cui lui si rende conto di cosa sta succedendo e affonda i talloni, le fauci dell’orsa sono a pochi centimetri dalla testolina di Boner, grande quanto una pallina da tennis.
Stringendo la mia borsetta, indietreggio, trascinando con me il mio amico sovreccitato. Non che io stessa non lo sia. Il cuore mi batte all’impazzata, e sto sudando per lo sforzo di trattenere l’orgasmo, mentre le palline continuano a vibrare al massimo.
Contrarre i muscoli non funziona. Forse, dovrei solo cavalcare l’onda, mantenendo una faccia da poker?
Lo sconosciuto dice qualcosa all’orsa in una lingua che non riconosco, anche se la qualità gutturale la fa sembrare una lontana parente del russo. Poi, i suoi occhi si stringono su Boner e, ancora senza guardarmi, ringhia in un inglese perfettamente privo di accenti: “Tieni quel ratto lontano dal mio cane!”
La sua voce è profonda e tremendamente sexy, come tutto il resto di lui, ma per fortuna le sue parole mi irritano abbastanza, da far recedere l’orgasmo imminente.
Che peccato! Tutti questi pregi sprecati in un uomo che è chiaramente uno stronzo.
Stringo la presa sul guinzaglio di Boner e fulmino lo sconosciuto con gli occhi. “Semmai, terrò il mio cane lontano dalla tua orsa.”
Ecco. Non male come risposta, considerando la mia situazione.
Finalmente, lui si degna di guardarmi… e io rimango ancora una volta ammutolita.
Quegli occhi, incastonati sotto un paio di folte sopracciglia scure, sono del colore più bello che io abbia mai visto: una specie di nocciola cangiante, che sembra passare dal verde scuro al marrone ambrato.
Tali occhi si spalancano, quando vagano sul mio corpo, soffermandosi per un momento sulla gonna corta e sulle gambe nude, ma poi lo splendido viso assume un’espressione imperiosa. “Oh, per favore. È un cane più autentico il mio di quanto lo sarà mai il tuo.”
La sua voce intensa e profonda cospira con le sfere dentro di me, per portarmi ancora più vicino a un punto dove non voglio trovarmi.
Forse, potrei fare quello che fanno i maschi in situazioni come questa: pensare a cose non sexy.
Caccole degli occhi. Cerume dell’orecchio. Spremere un brufolo. Ascelle puzzolenti. Capelli con forfora. Roba grigia che fuoriesce dall’ombelico. Funghi delle unghie.
No. Nessuno di questi funziona.
Mia madre?
Questo sembra funzionare!
A proposito di mia madre, incarno quello che lei definisce derisoriamente il mio “contegno da regina delle nevi” e, finalmente, trovo le parole per rispondere allo sconosciuto. “Essere un cane non è una questione di quantità, ma di qualità.”
Le sue sopracciglia folte si sollevano appena un po’. È chiaro che nessuno gli abbia mai risposto prima. “Come mai quella bestiolina ringhiosa non sta dentro la tua borsetta, tanto per cominciare?”
Uff! Decisamente uno stronzo. Almeno, l’irritazione sta tenendo a bada l’orgasmo. Detesto gli stereotipi sui chihuahua. Nonostante abbia preso il nome da Napoleone, Boner non ha il complesso di molti suoi simili e non è affatto ringhioso. Ha frequentato la scuola per cani, quindi è ben educato. Per lo più. Lui è un cane.
D’accordo. Miss Bella la Gentile è ufficialmente sul piede di guerra.
Lancio un’occhiata gelida al cavallo dei jeans dello sconosciuto, poi sposto lo sguardo di nuovo sul suo viso, inarcando malignamente un sopracciglio. “Fammi indovinare. Il cane grande e grosso serve per compensare qualcosa?”
Wow. Dov’è il mio Oscar? Dubito che persino Angelina Jolie riuscirebbe a rimproverare qualcuno, mentre trattiene un orgasmo.
Il bastardo si limita a fare un sorrisett